Visita le nostre offerte di rustici e casali nelle località più belle della Provincia:
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I borghi medievali più belli d’Italia, quelli più affascinanti, i borghi nascosti da vedere almeno una volta nella vita: le classifiche si dipanano e si moltiplicano sull’onda del successo turistico di uno dei gioielli più caratteristici della Penisola, quello dei piccoli centri storici ben preservati, sparsi su tutto il territorio nazionale. Un tesoro turistico dall’appeal innegabile e sempreverde, in grado di richiamare alla mente del visitatore atmosfere da film d’epoca e un inconfondibile romanticismo, a cui si aggiunge nella maggior parte dei casi la degestionalizzazione, perché un borgo storico è bello in tutte le stagioni.

L’investimento immobiliare in un borgo diventa così un’ipotesi da non sottovalutare e con un’interessante lista di motivazioni, anche se non sempre tutte comprovate. Si può comprare in un borgo per ottenerne un rendimento da locazione vacazionale, affittandolo per periodi brevi o brevissimi ai sempre più turisti in cerca di un viaggio emozionale; si può comprare per avere una seconda casa per i weekend e le vacanze al di fuori delle rotte di massa; si può pensare a un “buen retiro” per la pensione con investimenti assolutamente accessibili. Ma chi ha a disposizione capitali più importanti o un buon credito bancario e vuole cambiare vita dedicandosi al business dell’ospitalità può anche optare per l’acquisto non di un singolo immobile, bensì di un intero borgo storico, con vista mozzafiato su panorami da museo, stanze personalizzate e mai banali, magari con fattoria annessa o, nei casi meno a buon mercato, addirittura vigneti e uliveti. Il tutto con esborsi che in molti casi equivalgono a un singolo appartamento di lusso nel centro di Milano o Roma.

A partire da 850mila euro è possibile trovare interi, seppur piccoli, borghi italiani in vendita in aree a elevata attrazione turistica e ben collegati con le vie di comunicazione, anche se in zone più isolate e sconosciute l’esborso scende ulteriormente. Abbiamo voluto fare una prova sul campo, andando pazientemente a selezionare cosa offre il mercato di questa particolare tipologia di investimento immobiliare e offrendo al lettore una panoramica che vada al di là dei prezzi medi delle statistiche.

Nella nostra regione ricca di borghi e piccoli comuni, non distanti dai capoluoghi, varie sono le opportunità di acquisto di casali,terreni, tenute, ville di pregio, immobili rustici nei centri storici, molti dei quali a portata di tasca.

Investimenti, questi, che rappresentano molte volte la realizzazione di un sogno, ma che vanno attentamente valutati in termini di costi di manutenzione e conduzione e imposte varie, considerando non da ultimo anche la tassazione degli affitti brevi appena introdotta in Italia.

L’analisi di mercato. Nei borghi storici si registra un’interessante domanda di seconda casa. Si tratta di località scelte da acquirenti che amano particolari abitazioni, con determinata caratteristiche architettoniche e storiche. Tra gli acquirenti non mancano gli stranieri.
D’altronde il bilancio degli ultimi per l’Italia, come destinazione scelta dai potenziali investitori esteri, è positivo: segnano un +18% le richieste di immobili italiani da parte di stranieri che vogliono comprare una seconda casa in Italia. Questo il dato diffuso da Gate-away.com nel suo report annuale relativo al mercato immobiliare e la domanda estera.
Nel focus di approfondimento per le Marche, risulta un forte interesse per la provincia di Macerata (29,86%), seguita da quella di Ascoli Piceno (27,35%), Fermo (17,85%), Ancona (16,36%) e Pesaro Urbino (8,58%).
Cupra Marittima, Sarnano e Arcevia hanno conquistato il podio nella classifica delle località marchigiane più richieste su Gate-away.com, che ha sede a Grottammare, ed è il portale dedicato esclusivamente ai potenziali acquirenti esteri in cerca di una seconda casa in Italia. Il sito monitora 150 paesi nel mondo e ogni anno stila la classifica delle preferenze in base alle istanze in arrivo.

“Le Marche sono fra le regioni in forte crescita e si posizionano stabili nella top ten delle preferite da ben tre anni – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – con un incremento del 48,2% rispetto al 2014, che dimostra il forte interesse degli stranieri per la nostra regione. I britannici sono i principali sostenitori delle Marche, seguiti da statunitensi e tedeschi, ma si discostano di poco olandesi e belgi. I dati per le Marche rispecchiano quindi il trend nazionale.

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