Perché i prezzi delle case non
risalgono? Istat: -0,4% nel 2017
I prezzi delle case in Italia registrano ancora un segno meno su base annua, nonostante il piccolo miglioramento negli ultimi mesi del 2017: l’Istat certifica infatti un calo dello 0,3% nell’ultimo trimestre del
2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un +0,1% rispetto al terzo trimestre (dovuto però alle
nuove costruzioni). In tutto il 2017 le quotazioni sono scese dello 0,4%.

La risalita dei prezzi è il tassello che continua a mancare alla ripresa immobiliare, che dal punto di vista delle compravendite è in atto da qualche anno, con il 2017 che ha fatto sfiorare i 543mila acquisti: ormai il
sostanziale ritorno a un livello che gli operatori ritengono vicino a quello fisiologico.
Innanzitutto l’Italia è in questi anni rimasta più indietro sotto il profilo della crescita del Pil e dell’occupazione ed è stata al centro di turbolenze dei mercati finanziari anche per la debolezza del sistema bancario, causata a sua volta per molta parte proprio dalle sofferenze da asset immobiliari. Un potere
d’acquisto più basso e bassa fiducia, unite ad un lungo periodo di stretta creditizia, hanno indebolito la domanda, che resta soprattutto legata alla prima casa e che non è in grado di sostenere prezzi più elevati degli attuali.

In secondo luogo in Italia – a causa di un tradizionale attaccamento al mattone da parte delle famiglie, con proprietari non disposti ad abbassare subito le loro “pretese” sul mercato – non c’è stato un veloce crollo
delle quotazioni come spesso è successo all’estero dopo la crisi subprime. Quindi il processo di calo,nonostante abbia portato a perdere in media oltre il 25% del valore del residenziale, è stato più lento che
altrove e così sta succedendo anche con la risalita. Non si può poi non considerare il punto di partenza delle
quotazioni, con il grande boom che prima della crisi ha portato i prezzi alle stelle e ha reso senza dubbio più lungo il percorso di riallineamento.

L’eccesso di offerta da smaltire, inoltre, accumulata negli anni delle compravendite dimezzate e alimentata dal peso fiscale che spinge a liberarsi degli immobili, si sta rivelando più alta del previsto. E sconta anche
l’incognita degli asset derivanti da crediti incagliati (Npl) ancora da piazzare sul mercato.

Infine, con l’introduzione dell’Imu bisogna considerare che in Italia è aumentato di molto il peso fiscale sulla casa, con un effetto inevitabilmente depressivo sui prezzi.
La flessione tendenziale «è dovuta al calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,5%, in attenuazione da -1,3% del trimestre precedente) mentre quelli delle abitazioni nuove rallentano, registrando una variazione
nulla (da +0,5% del terzo trimestre)».

TRATTO DA 12/4/2018 Perché i prezzi delle case non risalgono? Istat: -0,4% nel 2017 – Il Sole 24 ORE

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