L’emergenza coronavirus ha causato notevoli ritardi nella stipula di atti notarili che riguardano i termini di un preliminare o la delibera di un mutuo. Nel caso di accordo tra le parti ciò non costituisce un problema, ma cosa accade nel caso in cui tale compromesso non si trovi? A spiegarcelo è il consigliere nazionale del Notariato, Valentina Rubertelli, protagonista della nostra rubrica “La casa in pillole”.

“Se a causa del lockdown dovuto alla pandemia da Covid 19 – spiega Rubertelli – si sono manifestate difficoltà nel rispettare i termini di un compromesso o di una delibera di un mutuo, non si deve andare nel panico, perché con l’accordo delle parti tutti i termini possono essere spostati in avanti”

Ma cosa succede nel caso in cui non sia possibile trovare un accordo? “Sorge il dubbio se il soggetto inadempiente o moroso possa sostenere che la pandemia sia una causa di forza maggiore che abbia reso impossibile il rispetto del suo impegno. La legge dispone che la pandemia in sé non è sufficiente per esonerare il debitore da qualsiasi responsabilità. Tuttalpiù, in caso di contenzioso, potrà essere considerata dal giudice come un elemento, unitamente ad altri, per valutare se il ritardo o l’inadempimento fosse più o meno giustificato o di maggiore o minore importanza.”

Sospensione dei termini nell’acquisto agevolato della prima casa
“Chi in questo periodo ha comprato e deve trasferire la residenza entro 18 mesi nel Comune, avrà 18 mesi dal 1° gennaio 2021. Chi in questo periodo ha venduto la sua prima casa prima dei 5 anni e deve riacquistarne un’altra entro 1 anno, avrà tempo fino al 31 dicembre 2021. Chi infine aveva acquistato o venduto prima del 23 febbraio 2020 ed a quella data erano già iniziati a decorrere i propri 12 o 18 mesi, li ha visti congelarsi fino al 31 dicembre 2020, con il risultato che avrà guadagnato ulteriori 10 mesi e 7 giorni.
Tratto da Ideliasta.it del 16 luglio 2020: Autori:
@Annastella Palasciano, luis manzano